Il meglio deve ancora venire

Il meglio deve ancora venire

Like Frankie said... Quando ero giovane, pensavo che l'Università avesse collocato tutti gli esami più noiosi all'inizio, per sfoltire la grande massa di studenti capitati a Informatica per caso, e avesse lasciato la parte più interessante per la fine.

Non ho cambiato idea. La magistrale sarebbe una strada che percorrerei volentieri, ma servirebbero dei presupposti e delle motivazioni diverse, che ora non ho.

Comunque la voglia di imparare cose nuove non mi è passata, si è solo trasformata in qualcosa di un po' meno monotematico. Le occasioni di studio non mancano, infatti ho in programma:

Let's start!

Ed è finita così.

Me lo immaginavo diverso.

Di mattina presto è arrivata un'email: caro Pagnin, sei laureato. Toh, questo è il voto. Quando esci dal client di posta, chiudi la porta 110.

L'ho stampata, su un foglio A4, ma non è proprio la laurea: è un certificato a cui, se voglio, posso apporre la marca da bollo, per gli usi consentiti dalla legge.

L'ho messa in una bustina di plastica, e con l'indelebile ho scritto "Laurea - 2020", poi l'ho archiviata nel docs 2020.

La sera, per festeggiare abbiamo preso gli hamburger, quelli buoni, con la salsina. I bambini mi hanno ritagliato le lettere della parola DOTTORE e le hanno appese sul mobile alto.


La mattina dopo mi sono svegliato, guardo l'orologio: le 6:25. Ma perché? Sarà colpa degli hamburger! Prima ancora della sveglia. Ormai, tanto vale che mi alzi e che riordini un po' il computer.

Nella barra dei segnalibri del browser tutti gli esami sono accalcati dentro la cartella ESAMI PASSATI, tranne TESI. Ci metto anche TESI, e ora non c'è più niente.

Tiro un po' su con il naso - sarà un po' di allergia.

Nel desktop, una cartella con l'icona a forma di farfalla contiene la mia tesi di laurea. La sposto, non ha più senso tenerla lì.

All'improvviso non vedo più niente, e mi ritrovo con il viso bagnato e il singhiozzo. Da solo, come un cretino rido e piango, sono felice e nostalgico, completo e vuoto.

Qual è stata l'ultima volta che ho pianto di felicità?

E ora, la tesi

Siamo arrivati in fondo a questa avventura.

Tutti gli esami sono finiti, con buona pace di De Filippo. Ora manca solo la tesi.

La tesi... il punto in cui devi dimostrare che non sei buono solo per superare gli ostacoli che ti mettono davanti i professori, ma che sai anche produrre qualcosa di genuino, originale, avanzato.

Sei la punta di diamante, giovane ma preparato, guidato da professori che presto saranno tuoi pari.

Sì, magari cent'anni fa... Oggi la tesi - soprattutto triennale - è un fogliettino in cui mettere il minimo indispensabile per arrotondare quello che manca al 110.

Tutti, ma proprio tutti, mi hanno consigliato di non spendere troppe energie per una tesi che, con la mia media, non cambierà certo il mio voto né tantomeno la mia vita.

Ma io la voglio fare bene lo stesso, voglio buttare via il mio tempo in qualcosa che perfezionerò giorno dopo giorno, lunga al punto giusto, specializzata tanto da non essere comprensibile quasi a nessuno, come dovrebbe essere una tesi di laurea.

Forse non me ne verrà in tasca niente, ma lo faccio per le parole che Dante mise in bocca a Ulisse: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"

Reti di calcolatori - 25

Bene.

Ma che dico, benissimo!

Come al solito penso che se avessi studiato proprio l'unica cosa che non ho studiato e che ha chiesto (le classi degli indirizzi IP) avrei preso anche un voto più alto, ma alla fine chi se ne frega? Ho 25 di media e ho preso un 25.

Ma soprattutto, ho terminato gli esami. Basta. Ora c'è solo la tesi: un orizzonte fatto di query davanti a me.

Alan Turing

Alan Turing è stato un underdog, per questo mi piace.

Quando Hilbert propose i suoi famosi problemi, i più grandi matematici del mondo si lanciarono nel tentativo di lasciare i loro nomi nei libri di matematica, ma poi fu uno sconosciuto "meccanico" a immaginare un sistema minimale per risolvere problemi.

Quando arruolarono a Bletchley Park schiere di esperti di crittografia, Turing sembrava un pesce a merenda. Tutti erano esperti di linguaggio, qualcuno di scacchi, qualcuno di cruciverba, nessun altro poteva immaginare di aggredire Enigma con la forza bruta. Il resto è storia nota: se non lo fosse, ci sono tanti libri e un bel riassunto cinematografico.

Purtroppo l'ultima sfida l'ha persa: Alan Turing contro l'ottusità, mista a ingratitudine, dei suoi stessi connazionali. Turing non era attrezzato per questo tipo di problema, non era decidibile nel senso in cui era abituato.

Nemmeno la sua testardaggine - la testardaggine di un maratoneta - gli hanno permesso di raggiungere una vecchiaia serena, in cui fare pacate raccomandazioni alle nuove generazioni. È morto così: costretto a scegliere tra la prigione e una cura di ormoni per un reato che non è una colpa; si è tolto la vita come Biancaneve, lasciando la sua nazione a fare da strega cattiva.

Strampalato, gay, atletico, strampalato, riservato, ingenuo e geniale, strampalato: questo è il padre dell'informatica, che ci tocca studiare a scuola e a cui siamo grati - tristemente - in definitivo ritardo.

https://www.turing.org.uk/turing/pi2/run.jpg

Ricerca Operativa - 19

OK, 19 non è un voto di cui esattamente vantarsi, e Obama non è più il Presidente degli USA e non elargisce medaglie, MA...

All'inizio del mio percorso di studi avevo preventivato che ci potevano essere due motivi per cui ero giustificato nel sospendere i miei studi per un annetto, e sono alla fine del più piacevole dei due.

In questo contesto, anche solo aver portato a casa un esame - l'unico che ho tentato - mi dà una soddisfazione immensa.

Quindi, Obama: recupera qualche medaglietta dal fondo del cassetto e...

Preparing B2 (part two)

Ok, seriamente.

Ora ho superato la prima parte della certificazione B2, o meglio le prime quattro di cinque: vocabolario, grammatica, ascolto e lettura.

Se domani non supererò il colloquio, avrò buttato alle ortiche un test decente. Per avere un'idea, nell'ultimo anno hanno tentato l'esame 1826 persone, di cui 1805 si sono presentate (il 98,8%).

Hanno superato la prima parte il 58,7% dei candidati. Poi, all'orale, l'87,2% sono riusciti ad ottenere l'idoneità, per un risultato del 51,2%. Metà.

Io ho studiato poco la grammatica e "i libri" e ho letto poco inglese generico (es. i classici di Agatha Christie) e molto inglese tecnico (es. the mythical man-month), ma ho ascoltato una certa quantità di TED conference. Dopo un certo periodo passato a leggere i sottotitoli in italiano sono passato a quelli in inglese, e ora riesco a seguire molti passaggi anche senza.

I presupposti ci sono, ora devo fare del mio meglio. Il mio rimpianto potrebbe essere non tanto di non essere passato, ma di non aver dato il meglio possibile.

Per comodità, il link agli esiti è qui: http://www.unive.it/pag/14631/